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Leader si nasce o si diventa?

Nella nostra società sentiamo usare e abusare sempre più spesso della parola leader: non solo nel management, ma anche nella politica, nello sport, in campo musicale.

Ma chi è davvero un leader e quali caratteristiche deve avere?

chidi in OMAGGIO il CD di Anthony RobbinsSi tende spesso ad associare il concetto di leadership al ruolo di “comando”, di autorità. In realtà le cose non stanno esattamente così.

Il leader non è solo colui che comanda, anche se spesso le cose coincidono: è piuttosto chi sa guidare un gruppo di persone, non ha dubbi sugli obiettivi da raggiungere e lavora con il suo team per perseguirli.

Tutti noi possiamo diventare leader, se rispettiamo alcune caratteristiche indispensabili e distintive dell’attitudine alla leadership.


Ecco quali sono le cosiddette “doti di leadership:

Avere coscienza di sé: in primo luogo, bisogna essere consapevoli delle proprie capacità e usarle al meglio per il raggiungimento dei propri obiettivi: pensiamo, ad esempio, alla figura del “capo”: se - nel darci una direttiva – egli dimostra insicurezza, come potrebbe un suo ordine risultare efficace?

Essere credibili, affidabili, onesti e leali: questo consente di godere della fiducia dei propri collaboratori, dote indispensabile per favorire un sano spirito di squadra;

Trasmettere empatia: essere cioè capaci di “vedere il mondo con gli occhi degli altri”, in modo da ridurre le incomprensioni e saper puntare sulle giuste leve motivazionali delle persone che fanno parte del proprio Team.

Sviluppare un’ottima capacità di comunicazione, sia nell’esprimersi che nella capacità di ascoltare e capire in modo “attivo”. Dire di si non vuol dire necessariamente aver ascoltato e capito!

• Infine, un vero leader ha sempre una vision, ossia la capacità di guardare lontano sapendo quali sono gli obiettivi finali da raggiungere. A ciò si aggiunge l’abilità di trasmettere la sua vision anche al proprio staff.
Ritorniamo al precedente esempio del “capo”: se, quando egli da un compito ai suoi collaboratori, è capace di spiegare loro i risultati e le conseguenze positive di un lavoro svolto al meglio, è molto probabile che essi avranno uno stato più produttivo e proattivo.

“Vincitori, leader, capi d’azienda, persone dotate di potere personale – afferma Anthony Robbins, formatore motivazionale numero uno al mondo e coach personale di 3 Presidenti Usa, Leader Politici, Star e Campioni Sportivi di tutto il mondo – agiscono partendo sempre dalla convinzione che è possibile ottenere buoni risultati solo assumendosi le proprie responsabilità e guardando lontano. Essi non prendono mai in considerazione il fallimento, non rientra nel conto.”

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La differente applicazione delle doti appena descritte dà poi luogo a diversi stili di leadership:

autocratico
democratico
di delega

Con il primo il leader impone le proprie decisioni, segue il proprio istinto e la propria volontà, decide quando e cosa fare e non chiede il parere degli altri.

Con lo stile democratico, invece, i componenti del team prendono parte al processo decisionale, vengono coinvolti nel progetto e questo aiuta il leader a fare in modo che gli obiettivi di ciascun individuo coincidano con quelli dell’azienda; questo approccio motiva tutto il team, rende il lavoro più complesso ma anche più entusiasmante e coinvolgente.

Infine, nello stile di delega è il team che sa come e cosa deve fare ed agisce lasciando al leader la sola responsabilità delle decisioni che saranno prese.

Ovviamente, un vero leader dovrà adottare uno stile diverso a seconda della situazione che si trova ad affrontare: laddove si è in presenza di un’ emergenza, è opportuno che venga adottato uno stile autocratico, decidendo rapidamente cosa è più opportuno fare; se invece il problema è complesso, ma si ha più tempo a disposizione, ecco che il bravo leader saprà ascoltare il parere dei suoi collaboratori.

Avendo ora più chiaro chi è e come si comporta un vero leader, la domanda nasce da sè: leader si nasce o si diventa?

Molti studiosi sulle teorie della personalità sono fautori della prima ipotesi, sostenendo che quelle particolari abilità e qualità – cruciali, come abbiamo visto - si hanno dalla nascita.
Se su questo non c’è alcun dubbio, è tuttavia importante ancora notare come oggi siano tanti gli strumenti e le opportunità che ognuno di noi ha a disposizione per imparare ad essere leader nei diversi contesti di vita.

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